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Il rinvio dell’Alessandria Pride dal 25 giugno al 23 luglio ha fatto discutere e noi siamo sicurə che una parte importante delle istituzioni abbia spinto con forza per non farci manifestare prima dei ballottaggi per le elezioni comunali. Infatti, nonostante le motivazioni legate all’ordine pubblico specificamente per il 25 giugno, un Pride in questi giorni – tanto più se patrocinato dal Comune – avrebbe creato una situazione scomoda per l'attuale amministrazione. Noi di Non Finisce Queer prendiamo atto di qualcosa che è andato al di là delle nostre attuali possibilità. Abbiamo assistito a un’ulteriore conferma di come buona parte della classe dirigente locale (e non solo) considera il Pride – e di come ne ha paura. Ma non possiamo stare in silenzio di fronte a una decisione controversa che denota noiosi opportunismi: arriveremo alla nuova data del Pride con più rumore di prima.

Continueremo a mettere in discussione il mondo etero-cis-normato, che ha bisogno di legittimarsi ogni giorno attraverso atti e processi socio-culturali proprio perchè non ha nulla di più naturale rispetto alle identità LGBTQAI+: è un sistema di oppressione e di dominio. Lo stesso rinvio del Pride lo dimostra. Noi vogliamo manifestare, ballare, urlare – esprimere il nostro pensiero politico, il nostro dissenso – anche sotto elezioni, nei momenti cruciali del nostro presente.

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